Archival Resources for Cultural Heritage in Rome

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Location: ING FN 6762
Bibliography: Bruintjes – Köhler 1992 p.116 n.133 fig.

Title Sample Content
Archival Documents

(“kewerner#archivaldocs”)

Year: 1536 02 12
Place: Mandato di Demolizione della Torre di Mario Macerono davanti a s.Lorenzo in Miranda nel Foro Romano
Action: Registro del mandato di demolizione di una torre a Mario Macerono: «Aspinola etc. Vobis D{omi}no Mario Macerono Ci{ivi} Ro{mano} sub Magistro Magistroru{m} stratar{um} Urbis De Man{da}to etc. auct{oritat}e etc. sub eccle{siastic}is[?] etc. q{uin}ngentor{um} duc{atoru}m aurj Cam{er}e ap{apostoli}ce applican{dis} penis praecipimus et mandamus q{ui}bus Visis p{rese}ntib{u}s quonda{m} Turre{m} posita{m} in Urbe{m} in foro romano ex opposito eccl{es}ie s{anc}ti Laurentij aromatior{um} ubi exigit{ur} gabella animaliu{m} et ad Arcti{onem} de Arcionibus spectan{tem} et pertinen{tem} remoliri ac solo equar{i} facias et hoc pro ornatu dicti fori et futurj introit{u}s Cesaree Maiestatis quibuscu{m}q{ue} prohibitationibus desup{er} forsan factis seu facien{tibus} no{n} obstan{tibus} sig.s[?] etc. Dat{ur} Rome in Cam{er}a Ap{osto}lica Die xij februari MDXXXVJ Pont{ificatu}s S{anctissi}mi in Chr{ist}o p{at}ris et diu. n{ost}ri d{omi}ni Pauli divina providentia p{a}p{ae} Tertij Anno eius secu{n}do Visa Io{hannes} Gaddus» cf. Cerasoli doc. III, IV per Mario de Maccaronibus e Scavi a S.Lorenzo in Miranda cf. Cerasoli doc. V per Arctio de Arcionibus
1rst Source: ASV Cam. Ap., Div. Cam., vol.104 fol.17verso (ex fol.13verso)
2nd Source: Schedario Sella («Mandatum magistris stratarum Urbis»)
Manuscripts

(“kewerner#manuscripts”)

Year: 1585-1590
Contents: «Vita di Sisto V» Carte 200. Scrittura umanistica. Racconto, dettagliato, dei fatti accaduti sotto Sisto V; con particolare riguardo alle esecuzioni da lui fatte eseguire.
fol.102verso-103: Intervento dei Conservatori per levare le teste esposte sui posti pubblici di Roma
«(fol.102verso) Ogni g.no si vedeva qualche spettacolo de banditi per Roma, o per frusta, o di corda, o di mannaja, o di forca, poiche Sisto non pensava ad altro, che a punire li Rei, ed esporre sopra le porte, sopra le mura del Castello, e sopra le picche per la piazza teste de’Banditi, e perché alcuni Cardinali nauseati di vedere tante teste, et sentire il puzzore di quelle, particolarm.te nella estate, vi corsero aj Conservatori di Roma, acciò essi facessero l’ista[nza], che le Teste si levassero, e si sepelissero – I Conservatori p{er} servire li cardinali, supplicarno il Papa a fare levare le Teste, che rendevano nausea e fetore alli Gentiluomini Romani, ed a Sig.ri delle Corti, al che Systo tutto sdegnato rispose = oh quanto avete l’odorato delicato, sig.ri Conservatori, a voi puzzano le Teste de morti, che non fanno male ad alcuno, (fol.103) ed a noi puzzano quelli le vivi che offendano la libertà delle genti. Noi vogliamo, che ci stiano coll’altre, che verrano, e che ne ha nausea, o schifo, potrà andar via da Roma, che a noi non mancano Conservatori, e Cavalieri, meno schifosi, e più attenti al servizio n.ro, ed a quello della Città, e così li licenziò con mortificazione, e dispiacere; ed il giorno seguente ordinò con editto sotto pena della vita, che niuno ardisse levare le Teste de’banditi da i posti, e luoghi, che stavano, esprimendo, che non si averà riguardo a Nobili, Ufficiali, ed a qualunque grado di persona. Un g.no con tutto ciò fu levata una di d.e teste, e fu portata nel Vaticano vicino la porta del Papa, dove dava udienza, ed era una testa marcita[?], e puzzolente, onde il Papa sdegnato mutò li Conservatori, credendo loro p{er}autori, non ostante la premura di dissuadere il Papa, anche mediante l’intercessione di alcuni Cardinali, e particolarmente del Cardinal Farnese –»
fol.169verso-170: Sistemazione dei cavalli sul Quirinale fol.145-148verso: Attività urbanistica di Sisto V: fol.145verso-146verso: Inalzamento dell’obelisco Vaticano
fol.146verso: Inalzamento dell’obelisco trovato a s.Rocco
fol.146verso: Inalzamento du un obelisco trovato nel Circo Massimo, e trasportato al Laterano –
«Vi erano anche due altri obelischi, che si trovavano sotto Terra nel Cocchio [sc. Circo] Massimo, fra questi uno, che si stima il magg{ior}e parimente roto dal tempo, posto con gran fatiga nella Piazza di S. Gio. Laterano — Questo era istoriato con figure, e lettere egiziacche […]»
fol.146verso-147: Inalzamento du un secondo obelisco trovato nel Circo Massimo, trasportato alla Piazza del Popolo
fol.148-148verso: «Fece anche slargare, ed allungare molte strade della Città, spianando Monti, e Casamenti Vecchi, cur[?]li fece fare con più sontuosa architettura e quelli, che non avevano modo di fabbricare li obligava a vendere, e così egli comprò molti palazzi, e Case da Baroni Romani a solo fine di abbellire la città, ed era tanto accurato in questo, che girava spesso per Roma p{er} vedere li bisogni di essa, e notava tutte le Cose vecchie, e Palazi, dando ordine p{er}ché si risarcissero, oppure costrinsessero li padroni a prendere il prezzo secondo la stima dei Periti, onde p{er} allungar le Strade, e comprar Case, ed altre Spese, consumò molti millioni d’oro, et si vedevano lavorare p{er} la città 2000 uomini di continuo — Due Strade, che erano pr{ati}ca{mente?} impraticabili, e piene di immondizie, egli fece slargare, ed addrizzare. L’una, che dalla porta di S.Lorenzo giu{n}ge [fol.148verso] a S.a M.a maggiore, l’altra, che va dietro la Villa detta di Montalto del medesimo Sisto, dove abitava d. Camilla Sua Sorella, e giunge alla Piazza delle terme di Ocleziano [sc. Diocleziano], un’altra strada, che alla Chiesa di S.a M.a Maggiore va a quella di S.Marco, ed un’altra che da S. Gio. in laterano va al Colosseo, ed un’altra, che viene ad essere la sesta[,] da Porta salaria va a Porta Pia —»
Die ganze Gruppe: BAV Cod.Ferrajoli.141; Cod.Ferrajoli 531 fol.1-139v; Ottobon.Lat.734 pars i-ii; BIASA Ms.46.A
Location: BIASA Ms.46.A
Archives

(“kewerner#archives”)

Year: 1389-1572
Title: ASV Camera Apostolica, Diversa Cameralia
Contents: Registri delle Licenze rilasciate dai Maestri di Strade e dal Camerlengo.
Comment: Le prime buste (1-55) venivano originariamente chiamate ‹libri›, le altre (56-251) ‹tomi›. Per gli anni successivi vd. «ASR Presidenza delle Strade»
Indices: a) ASV «Schedario Sella» che riporta anche notizie di scavi. b) BibASR Ms.374-377 e Ms.398 (però non contengono notizie per scavi) c) BIASA Ms.Lanc.18.1-2 (appunti di B.Orbaan)
Bibliography: A.Von Zahn, BdI 1867, p.189-192 («Notizie storiche sopra una reparazione della statua equestre di M.Aurelio, l’acquisto del gruppo del Laocoonte, ed altri monumenti antichi»)
F.Cerasoli, Studi e documenti di storia e diritto 18, 1897, pp.133-150 («Usi e regolamenti per gli scavi di antichità in Roma nei secoli XV e XVI»)
B.Jestaz, MEFR 75, 1963, 415-466 («L’exportation des marbres de Rome de 1535 à 1571»)
Size: 251 buste
Graphics

(“kewerner#graphics”)

Year: 1600-1625
Artist: artista fiammingo
Subject: Il Circo Massimo visto dalla torre de’ Frangipani verso Ovest, con la torre e la Marrana nel primo piano
Technique: Penna, inchiostro bruno, acquarellato verde-azzurro, 195×274
Bibliography

(“kewerner#bibliography”)

Year: 1535
Title: A.Sala, La triomphale entrata di Carlo V. imperadore augusto in la inclita citta di Napoli, et di Missina, con il significato delli archi triomphali, & delle figure, antiche in prosa & in versi (1535)
Location: BAV Chigi.Miscell.IV.2204 (int.14)

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Schlagwort UND Klassifikation – Ein Zwei-Schalen-Modell für die Indexierung kunsthistorischer Inhalte

In der bibliothekarischen Sacherschließung kommen zwei grundverschiedene und normalerweise getrennt voneinander auftretende Formen der Indexierung zur Anwendung. Einerseits die Klassifikation, die mit ihren mehrstufig verknüpften

Klassen und Unterklassen ein fest definiertes System des Wissens darstellt und den Nutzern das Suchen in ihren Verzweigungen erlaubt. Andererseits die verbale Sacherschließung, die auf der Zuweisung

von kontrolliertem Schlagwort-Vokabular beruht. Diese Begriffe sind in der Regel nicht in eine Systematik eingebunden. In manchen Thesauri bleibt dieses Vokabular gänzlich unverbunden, in anderen sind die zugelassenen Begriffe zumindest mit Oberbegriffen und Unterbegriff in vertikaler Richtung und mit Verweisungsformen in horizontaler Richtung verknüpft. Aber auch wenn sie diese „Molekülform“ annehmen, bleiben sie letztlich frei schwebende Partikel im Thesaurus der zur Indexierung zugelassenen Schlagworte.

Das Browsen in einer Systematik hat den Vorteil, dass sich die Nutzer dem gesuchten Gegenstand schrittweise nähern können, indem sie den sich verfeinernden Ästen der Systematik folgen und so den Ort auffinden, den der Gegenstand in der jeweiligen Wissensordnung einnimmt („browsen“). Der Nachteil besteht jedoch darin, dass Erweiterungen und Umbauten von Klassifikationen nachträglich nur noch bedingt möglich sind. Auch haben Umbauten nicht selten zur Folge, dass bis dato klassifizierte Werke neue Systemstellen erhalten müssen bzw. müssten (Retroklassifizierung).

Die verbale Sacherschließung hat nicht mit den Nachteilen einer starren Ordnung zu kämpfen, und in der Regel ist es ohne allzu großen Aufwand möglich, den Thesaurus um neues Vokabular zu bereichern. Des Weiteren sind richtig vergebene Schlagworte in der Regel bezeichnender als die Zuordnung zu einer Klasse. Allerdings hat die spätere Suche mit Schlagworten – so sehr sie dem am Google-Schlitz geschulten Nutzer als die einzig denkbare Form des Retrieval erscheinen mag – den Nachteil, dass sie unsystematisch erfolgt. Sofern sich der Nutzer nicht die Mühe macht, die für den gesuchten Gegenstand möglicherweise relevanten Schlagworte vorab aus dem Thesaurus herauszufinden, bleibt seine Suche – das „searchen“ – mehr oder weniger eine Zufallsoperation, ein Stochern in einem Thesaurus, dessen Inhalt er nicht überblickt, und den er sich auch nicht systematisch erschließen kann.

Eine Kombination der beiden Methoden besteht nun darin, dass zwar die Indexierung ausschließlich mit verbaler Sacherschließung erfolgt, die im Thesaurus enthaltenen Schlagworte jedoch außerdem einen festen Platz in einer Klassifikation erhalten. In diesem Zwei-Schalen-Modell sind es also allein die Schlagworte, die fest mit den Objekten verbunden sind. Daher profitiert dieses System von allen Vorteilen der verbalen Sacherschließung mit treffenden Schlagworten und bietet gleichzeitig eine systematische Suche an, die in einer zweiten Ebene angesiedelt ist. Da die Klassifikation nicht direkt mit den Objekten verbunden ist, sondern lediglich die verwendeten Schlagworte in eine sekundäre Ordnung bringt, kann ihre Systematik jederzeit umgebaut und erweitert werden, ohne die primäre Indexierung zu stören. Mit anderen Worten: Das Zwei-Schalen-Modell kombiniert die Vorteile beider Methoden und vermeidet bzw. kompensiert ihre jeweiligen Nachteile.

Das klingt zunächst wie ein reines Gedankenexperiment, und doch wurde ein solches Modell bereits in einer Fachsystematik für Kunstgeschichte realisiert. Anlass dazu gab die Umstellung der Sacherschließung im KUBIKAT, die zwischen 2004 und 2009 erfolgte. An Stelle der seit 1996 verwendeten proprietären Fachsystematik trat die Verwendung von SWD-Vokabular. Um dabei auch in der bislang erschlossenen Literatur die alten Systemstellen durch SWD-Schlagworte zu ersetzen, war eine komplexe Datentransformation erforderlich. Diese Arbeit führte Ruth Göbel im Auftrag und in Zusammenarbeit mit den Bibliotheken des KUBIKAT-Verbundes durch. Hierzu transformierte sie die alte Systematik zunächst in eine verschlankte neue Systematik. In einem zweiten Schritt ermittelte sie die in der SWD vorhandenen kunsthistorisch relevanten Schlagworte und setzte diese in die neue Systematik ein. Wichtige, in der SWD- fehlende Schlagworte wurden parallel dazu von den KUBIKAT-Bibliotheken im Redaktionsverfahren neu angelegt. So entstand die neue Fachsystematik, die kunsthistorisch relevante SWD-Vokabeln systematisiert und soweit als möglich auch in den Bezeichnungen der Klassen SWD-Vokabular verwendet (letzteres war nicht durchgehend möglich). Diese neue Systematik diente damals jedoch nur als Instrument und Zwischenschritt bei der Datentransformation. Über den Sinn eines zusätzlichen Systematik-Angebots im Zeitalter des Google-Schlitzes konnte im Kreis der KUBIKAT-Bibliotheken keine Einigkeit erzielt werden. So greift jetzt die Bibliotheca Hertziana die damals entwickelte neue kunsthistorische Systematik wieder auf. Ein Tool soll das Browsen ermöglichen, parallel dazu wird die Arbeit an der Redaktion der neuen Systematik (nun mit GND-Vokabular) wieder aufgenommen. Das Zwei-Schalen-Modell erlaubt jederzeit Umbauten und Erweiterungen der Hertziana-Systematik ohne die laufende und die bislang geleistete Sacherschließung zu tangieren. Diese Systematik ist weder ein Wissensmonument, noch ein direktes Instrument der Indexierung. Vielmehr handelt es sich hier ausschließlich um ein wandelbares Instrument der Recherche, das ergänzend zur Schlagwortsuche angeboten werden soll.

Außerdem bietet das Zwei-Schalen-Modell die Möglichkeit, Einschränkungen , die sich aus dem internen Regelwerk eines Thesaurus ergeben, zu kompensieren. Zahlreiche für den Kunsthistoriker geläufige Begriffe, wie beispielsweise „Antikenrezeption“ und „Kunsttheorie“ haben als Komposita keine Chance in die GND aufgenommen zu werden. In der Systematik lassen sie sich jedoch unterbringen und mit

einem Suchbefehl kombinieren, der zwei Schlagworte verknüpft, beispielsweise „Antike“ UND „Rezeption“. Besonders effizient sind solch geplante Kombinationen, wenn sie bereits bei der Vergabe der Schlagworte mit bedacht werden.

Die Trennung von Systematik und

Thesaurus der Schlagworte bietet weitere Möglichkeiten der Flexibilisierung. So ist es möglich, die Systematik zusätzlich in einer vom Thesaurus abweichenden Sprache anzubieten. Freilich erfordert solche eine Mehrsprachigkeit einen erheblichen Redaktionsaufwand. Außerdem ist es möglich, über die Systematik mehrsprachige Suchen auszulösen und dann beispielsweise auch Schlagworte in englischer Sprache zu treffen, die über eine Fremddatennutzung in den Katalog gelangten.


Siehe hierzu auch die begleitenden Ausführungen zu einer experimentellen Umsetzung.

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